È difficile usare una stampante 3D?

È difficile usare una stampante 3D?

Molti professionisti sono letteralmente affascinati dalla stampa 3D e non si può che dar loro ragione. Vedere un macchinario creare, apparentemente senza sforzi, degli oggetti più o meno elaborati, utilizzando filamenti simili alla plastica e modellandoli come se fossero di burro è una cosa che dà soddisfazione, quasi quanto realizzare a mano un oggetto. E’ un po’ tornare bambini, quando le maestre per certe festività si premuravano di far realizzare ai bambini dei disegni o dei lavoretti da portare a casa.

La soddisfazione è più o meno la stessa, quindi è probabile che sia questa emozione legata all’infanzia a innescare la bramosia di avere a tutti i costi una stampante 3D. Oltre all’aspetto economico e gestionale, uno dei primi criteri per l’acquisto di un macchinario stampa in 3D è proprio la sua facilità d’uso. Tutti i professionisti e gli esperti di settore sono convinti che la stampa 3D sia pronta per diventare un fenomeno di massa, mentre nei vari forum ci sono utenti letteralmente terrorizzati perché abbagliati da offerte, commessi e altre ragioni, hanno deciso di fare l’acquisto e, una volta trovatasi a casa, non sanno farla funzionare.

Capitolo a parte coloro i quali hanno ceduto alla tentazione e al suggerimento dell’edicolante di prendersi i volumi settimanali sulla stampante 3D con i relativi pezzi per costruirla: se non si riesce a costruire neanche la stampante, bisogna farsi due domande se si sia in grado di poter stampare in 3D.

Come funziona una stampante 3D

Prima di tutto, bisogna tranquillizzare tutti sottolineando che usare una stampante 3D non è complicato, anzi, la tecnica di funzionamento è molto simile a una comune stampante a getto d’inchiostro.

Si consiglia di osservare se la stampante 3D in possesso ha incorporata la tecnologia FDM, acronimo di FusedDepositionModeling. E’ un modo complicato per spiegare che un filo di materiale plastico verrà fuso come burro mediante l’intervento di un iniettore a 200 gradi centigradi, fondendolo e depositandolo strato dopo strato ad un supporto. A differenza delle stampanti comuni si avranno due bracci che muovono il tutto avanti e indietro, ma anche sviluppando l’oggetto in altezza. La differenza è solo la terza dimensione, perché il funzionamento è del tutto simile a quello della testina delle stampanti a getto d’inchiostro, la quale mediante un braccio si muove avanti e indietro per creare caratteri, decori e disegni in bianco e nero o colorati.

Per chi ha manualità può tentare l’impresa di costruire una macchina stampa 3D, tanto i brevetti sono scaduti e comunque se si fa un uso domestico della stessa, non si devono chiedere permessi particolari e non si incorre in nessuna sanzione. C’è solo la questione degli oggetti riprodotti: qualora si voglia venderli, bisogna verificare che non abbiano già il copyright. Esistono stampanti alternative in 3D funzionanti con i materiali più disparati che garantiscono risoluzioni si stampa da professionisti. Merito della dimensione dell’ugello, il fattore che garantisce la risoluzione e il risultato dell’assemblamento di ogni singolo strato di filo.

Suggerimenti per usare facilmente una stampante 3D

Se il terrore di utilizzare una stampante 3D è assillante, un modo per placarlo ci sarebbe, ovvero, verificare se con la stampante viene dato in dotazione il relativo programma. Sono versioni basiche, ma utilissime per imparare le basi dello stampare con la tecnica 3D. Questi programmi sono studiati apposta dai produttori per dare ai principianti la possibilità di stampare in 3D, conoscere i vari elementi di stampa, di progettazione e rendersi conto che far funzionare una 3D Printing è come avere in funzione la comune stampante 2D.

Per chi è già esperto, questi programmi consentono l’importazione di file e modelli 3D di formati diversi e convertirli nel comune file usato in questi casi, ovvero il GCODE. Per concludere, i principianti, per imparare ad usare la stampante 3D, dovrebbero limitarsi a studiare e usare le funzioni di base. Quando si acquisirà maggiore esperienza, si potranno variare le impostazioni e divertirsi a creare oggetti personalizzati e a “giocare” con la stampa 3D.

  • Posted on 3 agosto 2016
  • By Simone