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  • Qual è una buona stampante per cominciare a stampare in 3D
    • Posted on 3 agosto 2016
    • By Simone

    Stampare in 3D dicono sia facile e anche veloce, tuttavia, anche se si è fermamente convinti dell’idea di acquistare un macchinario per la stampa di oggetti di tre dimensioni,  esistono tanti modelli con innumerevoli funzioni da cogliere impreparato anche il più esperto di gadget tecnologici. Per questo è utile sapere quale potrebbe essere una buona stampante per iniziare a riprodurre dei modelli in tre dimensioni senza perdersi in inutili e complicate opzioni. Dopo aver parlato con persone esperte nella stampa in 3D, si può affermare con certezza che la stampante ideale per cominciare ad avvicinarsi al mondo 3D è la Wanhao Duplicator I3, o semplicemente detta Wanhao I3.

    Wanhao I3, perché è la stampante 3D più richiesta

    Il brand Wanhao è famoso in Cina al livello del mercato al dettaglio, ma ha anche esperienza e un’ottima assistenza nel settore delle stampanti tridimensionali. I fondatori del marchio sono degli amici che hanno investito i loro soldi per comprare una stampante Thing-O-Matic, prodotta dalla Makerbot. Da qui, è iniziato tutto, perché gli amici in questione frequentavano l’università e hanno convinto altri amici a collaborare nella realizzazione di una periferica di stampa che si ispirasse a questa mitica stampante.

    I sogni a volte si avverano e nel 2012, precisamente a giugno, Wanhao ha apportato una modifica alla loro stampante 3D banale, ma talmente rivoluzionaria da scatenare la richiesta immediata di questo prodotto tecnologico. Gli amici in questione non hanno fatto altro che applicare un display a cristalli liquidi direttamente alla stampante, in modo da poterla usare anche con solo una scheda SD e senza l’ausilio obbligatorio di un pc. Da agosto 2012 ad oggi, le stampanti 3D Wanhao sono le più indicate per i principianti e per chi si diletta a stampare modelli 3D, tanto che da quando è entrata nel mercato mondiale,ha mantenuto il primato di essere una tra le 10 stampanti 3D più richieste e usate, piazzandosi al settimo posto nella classifica mondiale. E’ un risultato sorprendente, soprattutto tenendo conto che il marchio non è famosissimo come altri brand tecnologici, ma solo nel settore 3D.

    Altre caratteristiche della stampante 3D Wanhao I3

    Chi l’ha provata per recensirla ne è rimasto veramente entusiasta, tanto che la consigliano caldamente ai principianti. Effettivamente, l’innovazione dello schermo applicato direttamente alla stampante e la possibilità di controllare la macchina mediante questo accorgimento ha contribuito molto al successo del brand, ma anche il prezzo ha contribuito al suo successo inaspettato.

    Essa è annoverata tra le stampanti più economiche del settore, tanto che il prezzo di una stampante 3D di questo marchio si aggira in media sui 1000 Euro, inclusa la garanzia di un anno e la spedizione di un rotolo nero di filamento PLA per la stampa 3D. Una bazzecola, visto che per una stampante 3D multifunzione si può arrivare a spendere anche 5000 Euro, però la concorrenza tra i vari brand di stampanti e tecnologie 3D ha fatto sì che la stampa 3D, in pochi anni, possa essere veramente alla portata di tutti, al pari dei telefoni cellulari: prima per pochi eletti, nel giro di 20 anni anche i bebè ormai possiedono un telefono portatile adatto a loro.

    La stampante tridimensionale Wanhao Duplicator I3 è pre-assemblata di tipo RepRap, progettata per chi vuole produrre oggetti di tre dimensioni, ma è ancora un principiante. Caratteristica principale è l’acciaio, un materiale che predomina. Questo dispositivo di stampa 3D è dotato di molte caratteristiche per regalare ai fruitori una esperienza di stampa 3D sensazionale. Queste caratteristiche sono il singolo estrusore MK10 dotato di ventola per il raffreddamento, la base col micro controller GCODE e un piatto per la costruzione riscaldato,fondamentale per l’assemblaggio dei componenti plastici e del risultato finale. Dal punto di vista del software, la stampante 3D è compatibile con quelli maggiormente usati, come CURA, Reperier e MatterControl. Insomma, un prodotto per stampare in 3D per chi non ha grandi pretese ma vuole imparare e soprattutto avere la certezza di un risultato finale impeccabile.

  • Dove posso trovare i modelli da stampare in 3D
    • Posted on 3 agosto 2016
    • By Simone

    L’idea allettante di stampare oggetti in 3D non è più un sogno, bensì la realtà. Gli esperti informatici sono convinti che la stampante 3D, in pochi anni, entrerà nell’uso comune degli utenti, tanto da sostituire la comune stampante 2D con questo macchinario a tre dimensioni. Praticamente, si potrà navigare su Internet, scegliere un oggetto a caso, riprodurlo fedelmente in 3D e utilizzarlo in breve tempo. Non importa cosa sia, perché ormai la stampa 3D è presente in ogni settore concepito dall’uomo. Addirittura in campo medico vengono utilizzate delle stampanti tridimensionali per riprodurre protesi su misura e organi con materiali biodegradabili e compatibili con l’organismo umano.

    A parte le questioni legate al copyright e ai vari marchi, addirittura si potranno stampare a casa gioielli, vestiti e scarpe per indossarli comodamente e senza nessun rischio per l’uomo, vista la varietà di scelta dei materiali per la stampa 3D. La consuetudine di condividere delle informazioni via web, affiancata alle nuove tecnologie presenti sul mercato, ha dato vita a un modo tutto nuovo di sfruttare le conoscenze di ogni individuo in diversi ambiti, tanto da creare e arrivare a realizzare gli oggetti più disparati solamente possedendo e mettendo in funzione una stampante 3D. Grazie a questa consuetudine è nato Thingiverse.

    Che cos’è Thingiverse

    Il sito internet è Thingiverse.com. E’ molto utile per condividere progetti e modelli in via digitale, per dare la possibilità di realizzarli con vari macchinari, ad esempio con macchine taglio laser, taglierine automatizzate e stampanti 3D. L’obiettivo cardine di Thingiverse è creare una community fatta di persone, non necessariamente professionisti ma anche appassionati, le quali possano progettare e condividere i disegni realizzati in maniera del tutto libera. Chi ha bisogno di un modello particolare può cercarlo sul sito e, una volta trovato, lo può utilizzare senza vincoli.

    Questo significa che i disegni su Thingiverse sono ad uso libero e nessuno potrà recriminare qualora, per uso personale, si voglia riprodurre un modello 3D, magari utilizzando la nuova stampante a tre dimensioni appena tolta dalla scatola da imballaggio. I benefici di questo meccanismo sono evidenti. Prima di tutto, il risparmio è garantito perché si possono trovare dei modelli in file compatibili con il 3D, scaricarli nel proprio pc e riprodurli mediante stampa 3D senza alcun costo aggiuntivo. Se si pensa che un esperto in progettazione si possa prendere anche migliaia di Euro per elaborare un file idoneo alla stampa 3D di un oggetto a richiesta, il vantaggio di Thingiverse pare lampante. Tuttavia, sono in tanti a pensare che Thingiverse abbia un po’ perso il controllo della situazione e che i contenuti caricati non sono poi così tanto di qualità.

    I vantaggi e gli svantaggi di Thingiverse

    Thingiverse non è nato appositamente per essere un sito dove scaricare contenuti 3D, bensì una possibilità per gli utenti di scaricare file musicali, serie TV, libri digitali e altri progetti in formato digitale. Ogni utente poteva liberamente usufruire dei contenuti presenti senza nessun vincolo. Quando lo staff si è reso conto che gli utenti erano più interessati ai contenuti 3D piuttosto che alla musica e agli altri contenuti digitali, si è deciso di intraprendere la strada del 3D e di tralasciare gli altri aspetti. E’ stata la scelta giusta, visto che al giorno d’oggi basta una app per ottenere libri, musica e serie TV direttamente da cellulare.

    Ovviamente, quando si intraprende una certa strada, si tende ad essere di nicchia e di fare una selezione più accurata dei contenuti. Il sito ha continuato a ricevere visite su visite, i contenuti venivano scaricati alla velocità della luce, tanto che con un volume di visitatori e di oggetti caricati che si avvicina alle decine di migliaia ogni mese, diventa umanamente difficile stare a controllare meticolosamente ogni singolo file.

    Ma la sorpresa sono gli utenti, i quali sono parte attiva di Thingiverse: si sono registrati negli ultimi mesi più oggetti raccolti che creati, quindi, lo staff viene così aiutato per ordinare con criterio il database del sito, mossa utilissima anche per un controllo qualità molto più efficiente. In media, lo staff del sito visiona un progetto dai 20 ai 40 minuti, quindi è impensabile vedere 10000 file al mese, neanche se con tuta la buona volontà si sta incollati allo schermo per una settimana intera.

    Per questo si stanno sviluppando degli algoritmi che mettono in evidenza gli oggetti più interessanti, ma il lato negativo è che bisogna selezionare gli stessi per far sì di renderli evidenti. La cosa molto positiva è che Thingiverse migliora e peggiora con gli utenti, vero aiuto e colonna portante di questo sito per contenuti e progetti 3D free.

  • È difficile usare una stampante 3D?
    • Posted on 3 agosto 2016
    • By Simone

    Molti professionisti sono letteralmente affascinati dalla stampa 3D e non si può che dar loro ragione. Vedere un macchinario creare, apparentemente senza sforzi, degli oggetti più o meno elaborati, utilizzando filamenti simili alla plastica e modellandoli come se fossero di burro è una cosa che dà soddisfazione, quasi quanto realizzare a mano un oggetto. E’ un po’ tornare bambini, quando le maestre per certe festività si premuravano di far realizzare ai bambini dei disegni o dei lavoretti da portare a casa.

    La soddisfazione è più o meno la stessa, quindi è probabile che sia questa emozione legata all’infanzia a innescare la bramosia di avere a tutti i costi una stampante 3D. Oltre all’aspetto economico e gestionale, uno dei primi criteri per l’acquisto di un macchinario stampa in 3D è proprio la sua facilità d’uso. Tutti i professionisti e gli esperti di settore sono convinti che la stampa 3D sia pronta per diventare un fenomeno di massa, mentre nei vari forum ci sono utenti letteralmente terrorizzati perché abbagliati da offerte, commessi e altre ragioni, hanno deciso di fare l’acquisto e, una volta trovatasi a casa, non sanno farla funzionare.

    Capitolo a parte coloro i quali hanno ceduto alla tentazione e al suggerimento dell’edicolante di prendersi i volumi settimanali sulla stampante 3D con i relativi pezzi per costruirla: se non si riesce a costruire neanche la stampante, bisogna farsi due domande se si sia in grado di poter stampare in 3D.

    Come funziona una stampante 3D

    Prima di tutto, bisogna tranquillizzare tutti sottolineando che usare una stampante 3D non è complicato, anzi, la tecnica di funzionamento è molto simile a una comune stampante a getto d’inchiostro.

    Si consiglia di osservare se la stampante 3D in possesso ha incorporata la tecnologia FDM, acronimo di FusedDepositionModeling. E’ un modo complicato per spiegare che un filo di materiale plastico verrà fuso come burro mediante l’intervento di un iniettore a 200 gradi centigradi, fondendolo e depositandolo strato dopo strato ad un supporto. A differenza delle stampanti comuni si avranno due bracci che muovono il tutto avanti e indietro, ma anche sviluppando l’oggetto in altezza. La differenza è solo la terza dimensione, perché il funzionamento è del tutto simile a quello della testina delle stampanti a getto d’inchiostro, la quale mediante un braccio si muove avanti e indietro per creare caratteri, decori e disegni in bianco e nero o colorati.

    Per chi ha manualità può tentare l’impresa di costruire una macchina stampa 3D, tanto i brevetti sono scaduti e comunque se si fa un uso domestico della stessa, non si devono chiedere permessi particolari e non si incorre in nessuna sanzione. C’è solo la questione degli oggetti riprodotti: qualora si voglia venderli, bisogna verificare che non abbiano già il copyright. Esistono stampanti alternative in 3D funzionanti con i materiali più disparati che garantiscono risoluzioni si stampa da professionisti. Merito della dimensione dell’ugello, il fattore che garantisce la risoluzione e il risultato dell’assemblamento di ogni singolo strato di filo.

    Suggerimenti per usare facilmente una stampante 3D

    Se il terrore di utilizzare una stampante 3D è assillante, un modo per placarlo ci sarebbe, ovvero, verificare se con la stampante viene dato in dotazione il relativo programma. Sono versioni basiche, ma utilissime per imparare le basi dello stampare con la tecnica 3D. Questi programmi sono studiati apposta dai produttori per dare ai principianti la possibilità di stampare in 3D, conoscere i vari elementi di stampa, di progettazione e rendersi conto che far funzionare una 3D Printing è come avere in funzione la comune stampante 2D.

    Per chi è già esperto, questi programmi consentono l’importazione di file e modelli 3D di formati diversi e convertirli nel comune file usato in questi casi, ovvero il GCODE. Per concludere, i principianti, per imparare ad usare la stampante 3D, dovrebbero limitarsi a studiare e usare le funzioni di base. Quando si acquisirà maggiore esperienza, si potranno variare le impostazioni e divertirsi a creare oggetti personalizzati e a “giocare” con la stampa 3D.

  • Quali costi di gestione e manutenzione ha una stampante 3D
    • Posted on 3 agosto 2016
    • By Simone

    Non tutti capiscono l’evoluzione data dalla stampa 3D, in quanto questo tipo di stampa tridimensionale, seppur si stia diffondendo anche in ambito domestico, non trova ancora impiego come una comune stampante bidimensionale tradizionale.

    Esistono dei criteri e dei parametri di scelta della stampante 3D per scegliere il prodotto adatto alle proprie esigenze e di quelle della propria azienda, il problema è che spesso, fomentati e abbagliati da pubblicità e voglia di possesso, si acquista il primo macchinario che capita se a prezzo conveniente senza tenere conto dei reali bisogni da soddisfare.

    A chi e quando conviene stampare in 3D? Se si ha bisogno di stampare in tre dimensioni, partendo da un modello digitale di un oggetto, allora si può affermare di aver bisogno sia di una stampante 3D, ma anche di un software idoneo a progettare un modello digitale 3D o realizzare scansioni 3D di oggetti solidi esistenti.

    La stampa 3D, detta anche 3D Printing, viene definita una tecnica di produzione additiva in quanto costruisce gli oggetti aggiungendo del materiale. Praticamente avviene il contrario delle tradizionali macchine industriali fatte di torni, di frese e trance che realizzano i vari pezzi asportando delle sezioni di materiale, ovvero, prendono dei pezzi di materiale e creano degli oggetti sottraendo alcuni pezzi (infatti questa si chiama tecnica di produzione sottrattiva).

    Stampante 3D vantaggiose dal punto di vista dei costi di gestione e manutenzione?

    Diventa banale affermare che la produzione additiva è vantaggiosa perché trasforma un’idea senza scarti e senza intermediari in caso il software si abbia in casa; inoltre, si possono saltare molti passaggi della produzione tradizionale in quanto la stampante 3D stampa in un unico blocco, riducendo e addirittura ridurre a zero la quantità di materiale scartato nella fase di fabbricazione. Inutile anche evidenziare il vantaggio di avere un software apposito che elabora il 3D, visto il costo di uno specialista del settore.

    E’ un paradosso, ma pur utilizzando energia elettrica per funzionare, fa risparmiare anche in questo aspetto, perché conviene avere un macchinario acceso piuttosto che un intero capannone pieno di macchinari industriali. Inoltre, non ci saranno più problemi di trasporto e di logistica stampando in 3D e sono dei costi da mettere in conto qualora si voglia realizzare prototipi oppure oggetti da vendere a terzi.

    Tuttavia, ci sono casi in cui le tecniche tradizionali non potranno mai essere sostituiti dai processi di stampa 3D e ci si deve rassegnare alla convivenza tra i processi di produzione antichi e l’industria ultra-moderna.

    Comparare i costi di gestione e manutenzione di una stampante 3D prima di acquistarla

    Acquistare un macchinario stampa 3D deve essere una scelta ponderata, perché i costi di gestione e di manutenzione variano a seconda dell’uso che si fa di essa e del perché si vuole acquistare. Parlando di manutenzione, chiaramente più grande è il macchinario, più chi dovrà occuparsi della manutenzione stampante 3D deve essere un professionista qualificato. Nell’immaginario collettivo, una macchina stampante 3D è simile alla stampante tradizionale di casa, con le cartucce di inchiostro che si possono cambiare facilmente e soprattutto con l’inserimento della carta in autonomia. Invece, per certe stampanti 3D molto voluminose i materiali di stampa devono essere monitorati proprio da un tecnico.

    Pulire questo genere di stampanti non è certo come togliere le sbavature di inchiostro e i rimasugli di carta e sporco all’interno, bensì un lavoro di precisione tanto da dover smontare la stampante in casi estremi.

    Quindi è un acquisto inutile se si vogliono realizzare pochi 3D printing all’anno, mentre se si ha bisogno di realizzare più modelli e prototipi nel corso dell’anno solare, è la soluzione migliore sotto ogni punto di vista: non ci sarà bisogno di assumere altro personale perché la stampante farà tutto lei; se si ha un software per la progettazione e la scansione 3D, meglio ancora, in quanto ci si risparmia anche il mandato da dare a un professionista per la progettazione; i materiali per la stampa 3D devono essere reperibili e, qualora serva, l’opportunità di utilizzare più materiali diversi possibili per la realizzazione.

    Altre dritte per risparmiare sui costi di gestione e di manutenzione: verificare il volume massimo degli oggetti da realizzare, calcolare la velocità di produzione, di raffreddamento, di pulizia, di altri trattamenti vari (es. verniciatura) e il prezzo di acquisto dei materiali e dell’energia elettrica impiegata ad alimentare il macchinario, oltre alla manutenzione ordinaria. E’ ovvio che per la manutenzione straordinaria bisogna aprire una parentesi a parte, ma di norma i macchinari hanno tutti una garanzia elevata.

  • Cosa posso realizzare con una stampante 3D
    • Posted on 3 agosto 2016
    • By Simone

    La stampa 3D è la naturale rivoluzione della stampa 2D tradizionale. Una stampante 3D non è altro che un dispositivo simile, apparentemente, a una comune periferica di stampa 2D, salvo il fatto che è in grado di realizzare una riproduzione tridimensionale di stampa mediante un processo di produzione additiva. Questo significa che mediante uno speciale software, il pc elabora il modello tridimensionale da stampare e lo replica mediante l’aiuto di appositi materiali e macchinari. La tecnica usata è il posizionamento di uno strato di materiale specifico sopra l’altro, a sezioni trasversali.

    E’ un po’ come quando da bambini si giocava coi mattoncini LEGO e si voleva costruire la casetta. Dapprima, si formava coi mattoncini la base, per poi continuare a realizzare i muri e infine il tetto, sempre dal baso verso l’altro e procedendo ad incastrare i vari pezzi in modo da ottenere il modello desiderato.

    Evoluzione della stampante 2D alla stampante 3D

    Per comprendere l’evoluzione dalla stampa 2D alla stampa 3D, bisogna analizzare la voglia umana di comunicare a tutti i costi. L’uomo ha radicata in sé l’esigenza di comunicare e di diffondere il suo messaggio, giusto o sbagliato che sia, ma più di ogni altra cosa, vuole lasciare traccia di sé stesso e del suo pensiero. Se nell’antichità le memorie di questo tipo si tramandavano esclusivamente oralmente, ad un certo punto dell’evoluzione dell’uomo ci si è resi conto che bisognava trovare la maniera di improntare pensieri, insegnamenti e consigli attraverso dei segni riconoscibili. Per questo è nata la scrittura, per questo, Gutenberg ha ideato la stampa, per questo motivo l’uomo ha avuto bisogno delle periferiche stampa 2D.

    Se si pensa che la stampa viene usata non solo nella burocrazia, nell’editoria e nella Pubblica Amministrazione, bensì anche in settori come design e moda o addirittura culinario, si può veramente comprendere l’importanza di questa scoperta/invenzione, a seconda del pensiero. Non solo stampa su carta, quindi, bensì stampa su tessuto e su materiali commestibili per imprimere decorazioni, disegni o altri simboli e tramutarli in arte, con notevole risparmio di manodopera e di tempo. Premere un bottone e stampare è meno dispendioso che aspettare il ricopiare di un testo da parte di uno scriba, o del disegnare e il riprodurre decori e disegni da parte di un pittore e/o decoratore.

    Anche i costi di stampa, per quanto riguarda la categoria bidimensionale, hanno seguito le varie evoluzioni: dai caratteri mobili, si è passati dapprima ai motori funzionanti a vapore, per poi rivoluzionare anche il settore cartucce, ideando le stampanti a getto d’inchiostro e le stampanti laser, in bianco e nero e a colori. L’ulteriore naturale evoluzione non può essere che la stampa tridimensionale, ovvero, la stampa a tre dimensioni che permette di risparmiare tempo per realizzare modelli tridimensionali per tutti i settori

    Stampante 3D per prototipi, abiti e perfino protesi mediche

    Il settore di impiego delle odierne stampanti 3D non si ferma solo a quello industriale, perché lo scopo è quello di dar vita a qualsiasi oggetto in tre dimensioni. Sicuramente, l’impiego ideale delle stampanti 3d è quello di realizzare prototipi in maniera rapida e praticamente a costo quasi zero, pensando che la maggior parte dei casi ci si deve rivolgere a ditte specifiche nella fabbricazione di plastici e modelli di esempio.

    Designers e ingegneri possono progettare e realizzare senza fatica le loro creazioni, come arredi, giocattoli o addirittura componenti di motori e meccanici. Addirittura si possono realizzare protesi e perfino organi mediante la tecnica di stampa 3D, mentre da tempo gli stilisti usano questa tecnica per realizzare gioielli, accessori e perfino degli abiti particolari di alta moda. L’unico limite della stampa 3D sembra essere l’illimitata fantasia dell’essere umano, in quanto si sta lavorando per portare questo tipo di stampa anche  in ambito domestico e auto prodursi i propri oggetti, i proprio giocattoli e persino i propri abiti.

  • Quanto mi costano i pezzi stampati con una stampante 3D?
    • Posted on 3 agosto 2016
    • By Simone

    Quanto costa la stampa 3D? E’ sicuramente una delle prime domande a cui rispondere qualora sia balenata l’idea di acquistare questo speciale tipo di macchinario per stampare In maniera tridimensionale ogni modello possibile ed immaginabile.

    Ovviamente, essendo stata una novità per molto tempo, il costo dei primi macchinari era proibitivo, come del resto lo erano le dimensioni delle prime stampanti 3D, ma come spesso succede, quando si diffonde un oggetto o un macchinario, le varie ditte cercano di sopprimere la concorrenza regalando funzioni e cercando di ridurre il volume del macchinario stesso. Niente ingombro, più praticità d’uso: per questo una stampante 3D, ora come ora, può essere tranquillamente collocata in casa, nell’angolino adibito a studio, al posto o insieme alla normale stampante bidimensionale.

    Se prima una stampante tridimensionale aveva dei costi molto proibitivi, adesso basta fare una semplice ricerca su Internet per rendersi conto che alcuni modelli sono in vendita a meno di 1000 Euro, nuovi di zecca. E’ anche vero che, di contro, le stampanti 3D economiche possono avere delle funzioni ridotte rispetto a quelle specifiche industriali, ma è sbagliato pensare che siano tutte delle ciofeche.  Inoltre, chi ha intenzione di acquistare un apparecchio di stampa 3D, deve entrare nell’ottica di capire quanto possano costare i pezzi stampati con questo tipo di stampante. Si deve tenere presente che non si stamperà più a superficie, bensì a volume, quindi non serviranno a nulla i classici fogli di carta A4, bensì dei particolari materiali che hanno un costo specifico.

    I materiali usati per i pezzi stampati con una  stampante 3D

    Ci sono varie possibilità, in quanto il materiale impiegato dipende fortemente dalla stampante che si ha a disposizione. Di norma, si usano dei materiali con materiali termoplastici e dei foto polimeri. Per quanto riguarda le stampanti 3D con sinterizzazione laser, è di norma usato un insieme di composti che hanno alla base un metallo, per garantire un risultato finale resistente e duraturo. In questo caso, di solito di tratta di stampanti e materiali impiegati nel settore industriale.

    Più si va avanti dal punto di vista tecnologico, più l’innovazione dei materiali per le stampanti 3D prende forma, tanto che la scoperta più recente è lo stampare in tridimensionale mediante fibra di carbonio. Inoltre c’è per legge una distinzione specifica tra i materiali PLA e ABS: i  primi sono derivati dall’amido di mais, quindi completamente biodegradabili, mentre i secondi sono derivati dal petrolio e quindi più resistenti. Riscaldati, possono emettere dei fumi nocivi per la salute, un aspetto da tenere in considerazione specie se la stampante 3D è posizionata in un luogo poco ventilato.

    Ovviamente, c’è differenza di prezzo tra i due materiali. Come inchiostro di stampa, si usano dei filamenti utilizzati per la creazione di materiale di deposito e i costi variano a seconda della quantità e della provenienza. La variazione è così elevata da rendere veramente difficile fare una stima vera e propria dei costi che si avvicini alla realtà, nonostante sia questo aspetto a incidere maggiormente sui costi di stampa.

    Stime dei costi pezzi stampati con una  stampante 3D

    In maniera del tutto approssimativa, si può affermare che i pezzi di stampa 3D possono costare qualche unità di Euro per ogni centimetro cubo, ma ovviamente dipende anche dalla complessità del modello e la sua dimensione finale. E’ ovvio che più grande è, più materiali si impiegano , più tempo si deve impiegare per attendere il risultato finale e più il modello 3D vale. Non importa che sia un oggetto pieno o vuoto, entrambi possono avere lo stesso valore, anche perché può entrare in scena una variabile molto sottovalutata, ovvero i costi di progettazione del dato oggetto.

    Non tutti possiedono software e conoscenze 3D per poter realizzare i prototipi virtuali, quindi è obbligatorio rivolgersi a un professionista che avrà un costo variabile secondo la complessità del progetto.

  • Tutto quello che ti serve dopo aver comprato un modellino dinamico
    • Posted on 18 febbraio 2016
    • By Simone

    Da tempo eravate alla ricerca di un nuovo hobby per il vostro tempo libero. Tra tutti, il modellismo vi affascinava in modo particolare, soprattutto il modellismo dinamico. Dopo aver raccolto il maggior numero di informazioni in merito a questo affascinante universo, ecco che una volta per tutte vi siete decisi finalmente a comprare il vostro primo modellino dinamico. Siete decisamente soddisfatti del vostro acquisto, e non vedete proprio l'ora di cominciare ad utilizzarlo! Ma prima di iniziare ad esplorare le numerosissime possibilità di divertimento che il modellino vi offre, ci sono delle cose di cui dovete munirvi.

    Pochi passi vi separano dall'iniziare ad utilizzare il vostro modellino dinamico: basta munirsi di semplici utilità come le batterie e i pezzi di ricambio. Il tutto è abbastanza facile da trovare e non eccessivamente dispendioso per le vostre tasche.

     

    Iniziare ad usare un modellino dinamico

    Esistono vari accessori per il modellismo dinamico, e fra questi ce ne sono alcuni che sono necessari per iniziare. La prima cosa che è assolutamente indispensabile avere sono le batterie. Sono queste che vi permettono di far muovere il vostro modellino. Esistono in commercio vari tipi di batterie, fate attenzione ad acquistare quelle adatte per il vostro modellino dinamico.

    Le batterie LiPo presentano numerosi vantaggi, a partire dal rapporto qualità/prezzo: sono economiche, si caricano semplicemente e velocemente, sono particolarmente resistenti (anche se conservate scariche per lungo tempo non hanno la tendenza a rovinarsi, tollerano bene la carica non totale della batteria, tollerano correnti di scarica elevata, hanno un elevato numero di cicli di carica e scarica.)

    Per i newbie possono andare bene anche le batterie NiMh. Queste hanno una durata maggiore, sono meno inquinanti per l'ambiente, pesano meno delle LiPo e richiedono cicli di scarica completa meno frequentemente. C'è però l'altro lato della medaglia: le NI-MH, soprattutto se non vengono trattate con grande cautela, tendono ad avere una vita più breve. Sono più costose e richiedono caricatori che hanno un prezzo maggiore. Inoltre con questo tipo di batteria la carica diventa più complicata: non tollerano le correnti di scarica elevata, tendono a caricarsi più lentamente e a surriscaldarsi. E dopo 200/300 cicli di carica la qualità delle prestazioni inizia ad avere un declino. Con le NI-CD quindi in linea di massima si fa un acquisto più sicuro.

    Insieme alle batterie è bene anche dotarsi di un caricabatterie. Il loro prezzo in genere è economico, quindi non andremo a fare una grossa spesa.

    Un'altra cosa che ci serve quando ci accostiamo al mondo del modellismo dinamico sono i pezzi di ricambio per il nostro modellino dinamico. In genere i pezzi di ricambio non sono difficili da reperire. Se avete un negozio di modellismo di fiducia sarà di certo una buona cosa: vi potrete trovare tutto ciò che vi occorre per divertirvi con il vostro modellino dinamico. Se nella vostra città un negozio del genere non è presente, comunque, non disperate: tutto l'occorrente è facilmente reperibile su Internet (esistono negozi online specializzati), compresi i pezzi di ricambio. Ne potete trovare di vari tipi e per tutte le tasche. È meglio premunirsi subito di vari pezzi di ricambio.

    Ad esempio, se il vostro modellino è un'auto, potrebbe essere una buona idea munirsi di braccetti superiori, inferiori, ceppi frizione, viti, motori, candele, alettoni... È un'ottima idea, ed è consigliato da molti appassionati, quella di farsi una cassetta degli attrezzi con i pezzi di ricambio, da portare sempre con se quando si esce a giocare o gareggiare con il proprio modellino dinamico, così da non farsi cogliere impreparati. Se volete impreziosire il vostro modellino dinamico, potete trovare in vendita anche delle figurine di piloti da mettere alla guida del vostro mezzo: veri e propri personaggi, ce ne sono per tutti i gusti, piloti uomini, piloti donne, soldatini nel caso in cui il vostro modellino dinamico sia un mezzo militare.

  • Gli Errori da Evitare quando si Gioca con i Droni
    • Posted on 5 febbraio 2016
    • By Simone

    Fino a qualche anno fa i droni erano degli oggetti sconosciuti, se non per gli addetti ai lavori. I droni venivano utilizzati in campo militare, in campo professionale ad esempio da fotografi, o per ragioni di sicurezza (tutti campi in cui, nondimeno, vengono impiegati ancora oggi). È in tempi relativamente recenti che dei droni si è iniziato a fare un utilizzo hobbystico e di svago e divertimento, da semplici appassionati.

    I droni sono dei "robot" in grado di coprire zone anche molto ampie con il loro volo. Possono anche essere dotati di telecamera in grado di girare filmati e di scattare fotografie ad alta quota. Oggi esistono droni di tutti i tipi, di tutti i modelli e adatti per qualsiasi tipo di funzione. Essere dei semplici appassionati, però, non toglie il fatto che ci sono degli errori da evitare quando si gioca con i droni, e delle regole da rispettare.

     

    Cosa non fare quando si gioca con i droni

    Non prestare attenzione alle condizioni meteorologiche: I droni sono degli apparecchi di alta qualità, ma questo non significa che possano essere lanciati all'avventura ad affrontare condizioni avverse. Al contrario, significa che si deve fare attenzione a trattarli con cura, perché così si fa con i macchinari sofisticati. In particolare, il vento può diventare il nemico numero uno dei droni, di qualunque dimensioni essi siano. Un vento eccessivo può interferire con il loro volo, può farli cadere e portarli alla rottura. Attenti quindi a valutare sempre le condizioni meteorologiche e la presenza del vento, anche se è una giornata di sole.

    Giocare in luoghi affollati: Mai fare volare il drone in luoghi con molta gente o comunque in cui c'è confusione. Il drone ha bisogno di spazi aperti per il suo volo. Portare il drone in spiaggia potrebbe non essere una buona idea, a meno che la spiaggia in quel periodo non sia deserta. Bisogna accertarsi con la massima cura che il drone non rischi di colpire qualcuno. Se qualcuno viene disturbato dal vostro macchinario, rischiate di avere guai. Infatti la gente infastidita potrebbe chiamare le forze dell'ordine, e potreste trovarvi con una multa.

    Essere invadenti: Sempre a proposito di questo, cercate anche di immedesimarvi nelle altre persone. Non tutti amano i droni. Fate in modo quindi che il vostro drone non risulti invadente per nessuno, o qualcuno potrebbe anche colpirlo e romperlo. Rispettate sempre la privacy delle persone. Ormai la maggior parte della gente sa cosa è un drone e sa che esistono anche modelli dotati di telecamera. Sentirsi spiati non piace a nessuno.

    Non fare attenzione alla batteria: Accertatevi sempre che il livello di energia sia sufficiente per il volo in cui state per lanciare il vostro drone, al fine di evitare brutte sorprese.

    Non conoscere le regole e non rispettarle: Come accennato poco prima, non bisogna dimenticare che ci sono delle regole perché l'utilizzo dei droni si svolga in sicurezza e nel rispetto di tutti. In una società è necessario, per il bene di tutti, darsi delle regole e dal momento che i droni hanno preso sempre più piede nella società, anche essi non si sono sottratti a questa necessità. L'Enac, Ente nazionale per l'aviazione civile, ha disposto delle regole per i droni. Per chi ne fa un uso amatoriale le distanze massime consentite sono 200 metri in orizzontale e 70 in altezza. Da comune a comune inoltre potrebbero esserci delle regole specifiche, ed è bene accertarsi di esse prima di far volare il drone. In ogni caso, se se ne fa uso in eventi pubblici, è bene informare della presenza del drone.

  • I 4 Motivi per cui gli Adulti amano Giocare con i Modellini Radiocomandati
    • Posted on 27 gennaio 2016
    • By Simone

    In tempi di Internet, smartphone, Playstation, videogiochi, Candy Crush Saga e Sudoku, i modellini radiocomandati elettrici conservano ancora il loro fascino. I bambini sono abituati a giocare sempre e solo attraverso uno schermo, ma se si regala loro un modellino radiocomandato, di sicuro, c'è da scommetterci, toglieranno subito gli occhi dallo schermo e si appassioneranno al nuovo giocattolo.

    I modellini radiocomandati, però, non vanno liquidati ascrivendoli alla categoria dei giocattoli. Fare questo sarebbe davvero riduttivo. Anche gli adulti, infatti, amano farsi trascinare di buon grado dal loro potere di attrattiva. Questo avviene almeno per quattro ragioni, che vedremo adesso.

     

    Perché gli adulti amano giocare con i modellini radiocomandati

    1- Sono dei papà e vogliono riassaporare la loro infanzia. Se un adulto che inizia ad appassionarsi ai modellini radiocomandati è un papà, il motivo della sua passione è il più ovvio, ma non per questo meno interessante e affascinante. Giocare con i modellini radiocomandati è un'ottima occasione per stare insieme al proprio figlio. Rispetto ai giochi di pc e Playstation, permettono di muoversi all'aria aperta e di calarsi nel gioco a 360 gradi. Attraverso il gioco con i modellini radiocomandati, un papà può sperimentare insieme ai suoi figli divertimento, il gusto della sfida, e se è da sempre un appassionato di modellismo, può iniziare a trasmettere ai piccoli questa sua passione, illustrando loro i vari modelli e le caratteristiche.

    2- Sono appassionati di Formula Uno: In TV non perdono una gara di Formula Uno, cascasse il mondo, però, loro malgrado, non sono nati per fare i piloti. Oppure sono semplicemente innamorati delle quattro ruote. In ogni caso, soprattutto se si ha anche una buona dose di fantasia, potersi occupare di un modellino e lanciarlo in pista sono emozioni che danno un'idea in piccola scala, ad esempio, delle emozioni provate dai piloti. Ma la cosa non vale solo per le auto. Aerei, elicotteri, moto, motociclette, navi, camion, mezzi da guerra: ogni appassionato, attraverso i modellini radiocomandati,  può trovare un modo divertente e coinvolgente per incanalare la sua passione.

    3- Amano la tecnologia: a riprova del fatto che definire i modellini radiocomandati dei giocattoli è qualcosa di estremamente riduttivo, di norma coloro che ne sono patiti sono anche delle persone che non restano indifferenti al fascino della tecnologia e dei suoi continui e rapidi progressi. Con i modelli sempre più precisi e tecnologici immessi sul mercato, seguire questo aspetto è qualcosa che per un appassionato fa parte del gioco in modo irrinunciabile.

    4- Sono appassionati di collezionismo: non è strano che una passione per il collezionismo, soprattutto se unita ad un interesse per la tecnologia ed il gioco dinamico, possa sfociare anche (se non esclusivamente) in una passione per i modellini radiocomandati. Come accennato prima, è possibile trovare in commercio il modellino radiocomandato di qualsiasi cosa: chi sognava di fare il poliziotto o il pompiere ma poi ha preso un'altra strada potrà trovare la volante della polizia o la camionetta dei vigili del fuoco, l'appassionato di storia o della seconda guerra mondiale potrà trovare il carro armato radiocomandato, chi resta incantato dal volo degli aerei e ha sempre sognato di salire su un elicottero di sicuro amerà poter pilotare una fedele piccola riproduzione di un elicottero, chi ama visitare i porti per ammirare le barche di sicuro si orienterà sul modellino di una barca e così via... Le proprie passioni, insomma, possono trovare espressione nei modellini radiocomandati ed è anche per questo che questi oggetti che all'apparenza, ad uno sguardo superficiale ed inesperto, possono sembrare dei giocattoli, appassionano in realtà tantissimi adulti.

  • Pro e Contro delle Macchine Radiocomandate Elettriche
    • Posted on 21 gennaio 2016
    • By Simone

    Siamo alla ricerca di un nuovo hobby per il nostro tempo libero, e magari non siamo già del tutto novizi nel mondo del modellismo? Sono arrivati dei bambini in casa? In un piazzale o in un parco della città ci è capitato di vedere dei ragazzi giocare con le macchine radiocomandate elettriche e la loro allegria ha fatto venire voglia di giocare anche a noi?

    È allora possibile che vogliamo saperne di più a proposito delle macchine radiocomandate elettriche. Prima di dare il via libera al nostro acquisto, quindi, ci chiediamo se conviene davvero investire in questo hobby e quali possono dirsi i pro e i contro delle macchine radiocomandate elettriche.

     

    I pregi e i difetti delle macchine radiocomandate elettriche

    Vediamo prima i lati positivi dell'acquistare questi modellini. Le macchine radiocomandate elettriche sono facili da usare. Anche il vostro bambino potrà facilmente manovrare il suo modellino. Basta tenere in mente delle indicazioni base per la loro manutenzione, tenendo conto anche del modello in vostro possesso. Rispetto a quelle col motore a scoppio, le macchine radiocomandate elettriche sono decisamente più silenziose. Questo è un pregio non da poco se ad esempio avete intenzione di giocare anche in casa o in spazi condominiali, piuttosto che esclusivamente in pista. Non ci sarà il pericolo di infastidire i vicini con il rumore, o che qualcuno protesti. Inoltre l'autonomia è garantita dalle pile, è possibile caricare la batteria così non si corre il rischio che il modellino resti fermo su strada.

    Se siete dei neofiti nel mondo del modellismo e delle macchine radiocomandate, fareste bene ad orientarvi sull'elettrico. I modellini elettrici, infatti, sono più semplici da usare, mentre quelli con il motore a scoppio richiedono più manutenzione. Meglio magari, quindi, andarci per gradi ed iniziare con l'elettrico, a cui, se si vuole, affidare in un secondo momento delle macchine con il motore a scoppio. Se volete subito giocare e gareggiare e la parte della manutenzione e pulizia del mezzo vi interessa decisamente meno, scegliete l'elettrico: la scelta opposta vi porterà ad importare più tempo con la pulizia. Il motore a scoppio ha tempi di reazione più lenti, quindi se puntate al drift, orientatevi sull'elettrico e non ve ne pentirete.

    Non ci sono però, come accennato, solo i pro di questa scelta. È possibile elencare anche i contro delle macchine radiocomandate elettriche. Prima di procedere all'acquisto, è certamente meglio conoscere entrambe le caratteristiche.

    Secondo parecchi appassionati di modellismo, le macchine radiocomandate elettriche sono meno divertenti rispetto a quelle che possiedono il motore a scoppio. Sì, come detto prima, quelle elettriche sono più silenziose, ma c'è l'altro lato della medaglia: a molti appassionati piace sentire il rombo del motore, il rumore della macchina che fa acrobazie in pista, e questo è un aspetto che con le macchine radiocomandate elettriche si può apprezzare di meno... I rumori del motore, il fumo, danno un effetto molto più realistico, che trasmette la sensazione di essere in una pista vera a gareggiare con vere automobili, e non con dei modellini. Un aspetto da non trascurare se siete di quelli a cui piace immedesimarsi al massimo in un gioco o in una sfida.

    Se ci stiamo avvicinando a questo mondo del modellismo con l'intenzione di farlo diventare un hobby serio, qualcosa da coltivare con passione e che non serve solo per qualche uscita con i bimbi nelle domeniche di sole, l'elettrico potrebbe dare meno soddisfazioni. Un vero appassionato apprezza anche il tempo "perso" dietro la manutenzione, la pulizia del suo "giocattolo" e le macchine radiocomandate elettriche sono quelle che meno fanno vivere questo aspetto dell'hobby, rispetto a quelle con il motore a scoppio.